L’acne in età adulta

L’acne non è solo una malattia dell’adolescenza, ma il 7% dei casi di acne riguarda la donna nella fascia di età compresa fra i 25-45 anni e di queste, otto casi su dieci sono recidive dell’adolescenza, mentre i restanti due sono a esordio ”tardivo”. L’acne è una patologia infiammatoria che coinvolge il follicolo pilo-sebaceo delle aree seborroiche del volto, del dorso, della zona anteriore del torace e delle spalle ed è caratterizzata dalla presenza, anche contemporanea, di comedoni, papule, pustole, noduli e cisti che possono evolvere verso la formazione di cicatrici più o meno evidenti. Il meccanismo è identico a quello dell’acne giovanile: le ghiandole sebacee che circondano la base dei peli funzionano troppo (seborrea) e s’infiammano per la presenza di batteri che si nutrono del grasso. Nelle donne, nel periodo premestruale la situazione peggiora, perché in questo periodo gli ormoni sono più attivi, anche se nella norma. Le ghiandole sebacee sono regolate, nell’uomo e nella donna, dagli ormoni androgeni e nell’acne vi è un’aumentata recettorialità delle ghiandole sebacee agli androgeni, in altre parole vi è una maggiore sensibilità agli ormoni androgeni, che sono in genere presenti nel sangue a livelli normali. I dosaggi ormonali pertanto vanno prescritti soltanto in alcuni casi, quando si sospetta che l’acne della donna adulta sia associata a iperandrogenismo causato da disfunzioni ovariche, surrenaliche o altro.

Nel 50% dei casi l’acne ha origine ereditaria, ma lo stress e l’ansia rappresentano un importante fattore scatenante perché determinano un aumento della seborrea e quindi possono peggiorare l’acne, aumentando così ulteriormente lo stress e quindi l’acne. Altri fattori importanti sono rappresentati da farmaci, cosmetici e fattori ambientali.

Esistono, infatti, manifestazioni acneiformi che coinvolgono la parte alta del tronco e le braccia, a rapida insorgenza, caratterizzate da lesioni papulose e pustolose, raramente da comedoni, che sono dovute a farmaci, quali corticosteroidi per via sistemica, androgeni, farmaci anticonvulsivanti, a base di iodio o bromo, di litio, terapia estroprogestinica: inizio, sospensione , modificazione, e altri farmaci. Un’altra forma di acne dell’età adulta è quella provocata dai cosmetici, soprattutto quelle creme occludenti a base di oli che si utilizzano in genere per la notte. Anche l’abitudine al fumo può peggiorare l’acne, così come l’esposizione solare e alle lampade UVA. Per quanto riguarda la correlazione fra acne e alimentazione vi sono pochi dati certi. Sicuramente una normalizzazione del peso corporeo ottenuta con una dieta iperproteica e a basso contenuto di zuccheri può migliorare l’acne, mentre latte e latticini possono peggiorarla. L’esposizione a contaminanti ambientali può dar luogo a un’acne professionale come la cloracne, causata dall’assorbimento per via percutanea di diossina che determina la formazione di comedoni e lesioni papulose e pustolose estese. Esiste anche un’acne da oli minerali che si riscontra nei lavoratori esposti professionalmente al contatto con tali sostanze, ad esempio i meccanici, in cui il fattore scatenante è rappresentato dal contatto prolungato della cute con indumenti impregnati di olio che determina l’ostruzione meccanica e la penetrazione dell’olio a livello del follicolo pilifero e la formazione quindi di papule e pustole soprattutto agli arti inferiori.

Per quanto riguarda la terapia, nei casi di acne lieve e moderata può bastare l’utilizzo di pomate e gel a base di retinoidi e antimicrobici. Si prescrivono antibiotici per via orale, come le tetracicline nei casi in cui prevale lo stato infiammatorio. Gli ormoni e i retinoidi per bocca vanno usati con attenzione, soprattutto nelle donne in età fertile, ma danno buoni risultati.

Il successo del trattamento dipende anche dall’utilizzo di detergenti non aggressivi, preferibilmente a risciacquo e di creme idratanti leggere e fluide non comedogeniche per contrastare la secchezza causata dai farmaci antiacne.

Quando l’acne è guarita, rimangono spesso degli esiti cicatriziali e delle macchie che si possono trattare in modo meno aggressivo con i peeling ambulatoriali (acido glicolico, acido salicilico, acido tricloroacetico, ecc.), fino ad arrivare all’utilizzo del laser (laser CO2 resurfacing, laser aderbium, ecc.).